TROVESI SETTANTACINQUE

Quarenghicinquanta
TROVESI SETTANTACINQUE
foto di Dario Guerini e dell'album di famiglia

dal 7 al 19 aprile 2019
Galleria Quarenghicinquanta, via Quarenghi 50 - Bergamo (cortile interno)


» CONCERTO + INAUGURAZIONE: sabato 6 aprile 2019, ore 18:00 «

Gianluigi Trovesi trio (Trovesi, clarinetto e sax / Marco Esposito, basso elettrico / Paolo Manzolini, chitarra).

- ingresso libero -


La mostra TROVESI SETTANTACINQUE rientra tra gli eventi di “Bergamo International Jazz Day 2019”.


TROVESI SETTANTACINQUE

 


INFORMAZIONI sulla MOSTRA

Quarenghicinquanta Spazio Fotografia
Via Quarenghi, 50 (cortile interno) – Bergamo

TROVESI SETTANTACINQUE
foto di Dario Guerini e dell’album di famiglia

Inaugurazione + concerto 6 aprile ore 18,00
Gianluigi Trovesi trio (Trovesi, clarinetto e sax / Marco Esposito, basso elettrico / Paolo Manzolini, chitarra).

Apertura della galleria
dal 7 al 19 aprile 2019
solo giovedì – venerdì e sabato dalle 15,30 alle 19,00

- Ingresso libero -


 


LA MOSTRA

 

Gianluigi Trovesi è un’icona del jazz, da oltre quarant’anni sulla scena nazionale e internazionale. Un genio della nostra terra che l’Europa ci invidia e di cui tutti dicono un gran bene. Nel 2001 è stato nominato dal presidente Ciampi Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti artistici e nel 2007 Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministro della Cultura Francese.
Il jazz tradizionale gli sta stretto, a lui piace navigare in mare aperto e quindi compone e suona generi musicali diversi e apparentemente distanti fra loro, con un tratto al contempo colto e popolare.
“Sono convinto che il jazz sia nato in Val Seriana”, ha dichiarato. Perché Trovesi ha cominciato a prendere confidenza con la musica nel cortile di casa, a Nembro, per poi suonare con la banda del paese e decollare, spesso da leader, con tanti grandi musicisti nelle formazioni più diverse, dal duo all’orchestra.
Quest’anno, a gennaio, Trovesi ha compiuto 75 anni e noi intendiamo partecipare alla festa e raccontare la sua carriera musicale attraverso la fotografia.
Abbiamo innanzitutto attinto dall’ album di famiglia una serie di immagini “storiche” dove il bambino Trovesi cresce passando dal cortile di casa alla banda musicale e al diploma in Conservatorio, per poi dedicarsi ai primi concerti giovanili. Per il periodo successivo, dal 95 ai giorni nostri, abbiamo selezionato una serie di fotografie scattate da Dario Guerini nei contesti più diversi.
In tutto una cinquantina di immagini in bianco e nero per raccontare la sua formidabile storia.

 

Dario Guerini

Vive e lavora tra Bergamo e Milano. Dagli anni 80 è attratto dalla fotografia di ricerca. Inizia con il teatro, poi c’è l’incontro con la musica di ogni latitudine e quello “fatale” con il jazz. Guerini ha indagato a fondo l’universo della musica afro-americana, realizzando numerose pubblicazioni e mostre sia in Italia che negli Stati Uniti. “La sua fotografia è diretta, partecipata, consapevole e fortemente comunicativa. Per arrivare a questi risultati è necessario possedere delle forti motivazioni culturali ed avere profonde emozioni soggettive ma controllate da una visione consapevole e mai arbitraria degli eventi” (Mario Cresci).
Nel corso dei suoi numerosi viaggi, specialmente in Francia e negli Stati Uniti d’America, ha realizzato reportage fotografici sulla musica e sulla cultura delle comunità zingare, sull’architettura, sul degrado e sui disagi delle metropoli. Numerose le mostre in Italia e all’estero. Nel 1997 si è svolta una sua personale a New York dal titolo “Navigatori senza navigare” in occasione del cinquecentenario dei viaggi di Giovanni Caboto nelle Americhe, promosso dal Console Generale d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla New York University. La mostra, rinnovata, venne presentata nel 2016 alla GAMEC di Bergamo. Ancora negli Stati Uniti Guerini ha esposto nel 2001 a San Francisco, New York e a Orlando e nel 2002 di nuovo a New York.
Un altro aspetto privilegiato dalle indagini fotografiche di Guerini è stato il rapporto tra musica e malattia. Per oltre un anno ha scattato immagini all’interno dell’Ospedale San Raffaele di Milano, nell’ambito di un progetto scientifico realizzato dallo stesso Ospedale e confluito nel 1998 in una mostra fotografica scelta per inaugurare il Dibit – Università Vita-Salute, poi itinerante in diverse città italiane.
Il mondo delle carceri è la dimensione che più lo ha coinvolto per molto tempo. Ha lavorato per tre anni su un progetto approvato dal Ministero di Grazia e Giustizia a San Vittore a Milano, dove successivamente ha creato un laboratorio di scrittura fotografica con un gruppo di detenuti.
Tra le sue pubblicazioni va segnalato “Il Milanese”, un’opera in sei volumi sulla città e sulla provincia di Milano. Numerose foto di Guerini sono state acquistate da collezioni private e da istituzioni operanti nel mondo della cultura, della formazione e dell’impresa.


La mostra TROVESI SETTANTACINQUE rientra tra gli eventi di “Bergamo International Jazz Day 2019”.


 


QUARENGHICINQUANTA Spazio Fotografia
Via G. Quarenghi, 50
Bergamo


www.quarenghicinquanta.org

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