Section

dal 26 novembre al 10 dicembre 2016
SECTION

Mostra fotografica di Elena Anosova


INAUGURAZIONE: 25 Novembre 2016 alle ore 18,30

In galleria Quarenghicinquanta
via Quarenghi 50 – Bergamo – cortile interno

ingresso libero


 

SECTION

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Elena Anosova


Orari di apertura
Giovedì e venerdì : 16,00 – 19,30
Sabato: 10,00 – 12,30 / 16,00 – 19,30
Domenica solo su appuntamento: 335 5382238 / 338 9722799

ingresso libero


Il Progetto SECTION

Questo Progetto è sulle donne. L’autore avvicina il proprio sguardo sull’interazione dinamica dei processi di isolamento e sorveglianza, sulle qualità uniche delle relazioni sociale ed emotive all’interno di società femminili. L’autrice ha passato alcuni mesi lavorando in penitenziari femminili in Siberia.

In modo paradossale, in Russia, una quasi esultante romanticizzazione della prigione coesiste con uno schizzinoso rifiuto della routine giornaliera dentro la stessa, delle abitudini delle persone rinchiuse. Mentre lavorava al Progetto, l’autrice ha realizzato che la comunità all’interno della prigione è un modello della nostra società. La demolizione ed erosione delle ultime dimensioni intime e riservate delle detenute stanno accelerando ovunque.

La pressione tangibile è giustificata dalla sua natura preventiva. Con l’avvento di internet e della moderna tecnologia, vari sistemi di controllo son diventati parte della nostra vita quotidiana. La sorveglianza totale di tutti gli aspetti della nostra vita sociale è ora possibile. Nessuno è protetto. A un livello macro-sociale, questo controllo è stato possibile grazie a una fitta rete di decreti amministrativi, mentre a livello micro-sociale viene imposto tramite una serie di regole non dette. Nello spazio ridotto di una prigione, una donna può sempre essere guardata, osservata. Viene privata di ogni possibilità di esser sola, sia questa fittizia o immaginaria. Molti anni di nudità complete e la perdita di uno spazio intimo storpiano la personalità che viene messa in una società senza pietà.

Circa metà della popolazione carceraria mondiale si trova in tre paesi: Cina, Russia e Stati Uniti. In Russia i detenuti sono 645mila e le donne sono l’8,1 per cento. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, almeno un terzo di loro quando arriva in carcere soffre di una malattia infettiva, in particolare di sifilide, le sieropositive sono il 5 per cento e le malate di tubercolosi il 3 per cento. Molte, inoltre, soffrono di alcolismo, tossicodipendenza e malattie cardiovascolari.

Elena Anosova ha seguito per due mesi la popolazione femminile di tre colonie penali russe, cercando di capire come la reclusione cambia l’identità e la fisicità delle detenute.
La sfida che Anosova è quello di rivelare la loro femminilità anche in condizioni di alta sorveglianza.

Le foto sono state realizzate nell’autunno del 2014, ma la fotografa non può rivelare dove sono state scattate.

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Premio World.Report Award 2015

Il progetto Section di Elena Anosova ha vinto il premio World.Report Award 2015 – Spot Light Award, con la seguente motivazione: mostra donne condannate a scontare pene di varia lunghezza nelle prigioni siberiane e affronta il soggetto da un punto di vista originale e pieno di sensibilità. Invece di raccontare la vita quotidiana all’interno della struttura di detenzione, la fotografa sceglie di presentarci le detenute in ritratti singoli o a coppie in cui lo spazio del carcere è ridotto al minimo, diventando un sfondo neutro.

E’ come se la cornice del ritratto restituisse a queste donne un momento di sospensione dall’isolamento e dalla sorveglianza costante, un momento intimo, di raccoglimento con se stesse, al riparo dalla visibilità senza tregua a cui sono sottoposte. Le donne sono fotografate senza giudizio, con onestà e delicatezza, e si offrono all’osservatore nella loro umanità e vulnerabilità. La giuria, dopo un confronto attento e approfondito, ha assegnato il premio all’unanimità.


Biografia di Elena Anosova

Nata nel 1983, originaria della pittoresca regione del Baikal, nel 2006 si diploma in Technology of art processing of materials, ISTU, Irkuts, Russia e dal 2011 vive a Mosca. Dal 2013 studia alla Rodchenko Moscow School of Photography and Multimedia, nella sezione dedicate alla fotografia documentaristica.

Premi e Riconoscimenti:

2015: Vincitrice del concorso “Young Photographer of Russia”

2015: Grand Prix e primo premio Andrei Stenin Internationa Press

2015: Primo premio Baltic Biennale “Photomania” / documentary

2013: Vincitrice del concorso “Young Photographer of Russia”

2012: Terzo posto al concorso EISA Maestro

Sito internet: www.anosova.com

www.anosova.com/photo/section/

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Intervista a Elena Anosova

Elena Anosova, fotografa e artista, è originaria della regione di Baikal ed è attualmente di base a Mosca e Irkutsk. Il suo progetto Section è incentrato sulla condizione femminile nelle istituzioni chiuse. Il suo obiettivo è quello di dare uno sguardo ravvicinato alle dinamiche emozionali e alle relazioni sociali che si creano in ambienti condizionati da isolamento e sorveglianza. Elena lavora inoltre su altri progetti legati a soggetti ai margini della società e a come identità e memoria collettiva si costruiscono in Siberia e nella Russia orientale.

Un progetto del genere, in Italia, avrebbe richiesto numerosi permessi, immagino che anche in Russia sia stato lo stesso. È stata dura ottenerli?

Sì, è stata lunga, ho impiegato otto mesi per avere l’autorizzazione a scattare. Penso comunque di essere stata fortunata, il fatto di essere un’artista e non una giornalista mi ha aiutato. Ogni volta che uscivo dal penitenziario i miei scatti venivano controllati, ma penso che sia stato difficile per gli impiegati delle prigioni capire come il progetto si stesse sviluppando, ancor più perché si trattava di ritratti e non di un reportage.

Che criterio hai usato per selezionare i soggetti da fotografare?

Tutte le protagoniste delle mie foto sono in prigione per motivi diversi, che intenzionalmente non ho specificato. Vengono da differenti parti della Russia, ma sono recluse in tre colonie che sono invece situate in Siberia. Per questo progetto ho fotografato circa 200 donne e le ho scelte fidandomi del mio intuito, con lo scopo di costruire una sequenza che mettesse in luce l’obiettivo del mio lavoro: mostrare la deformazione che le persone sperimentano quando sono private del loro spazio personale e intimo, del tempo per loro stesse.

Hai fatto fatica a convincerle a farsi ritrarre?

Con le mie “eroine” ho passato molto tempo e, davanti a una tazza di tè, ho spiegato loro i motivi del mio progetto. Solo dopo alcune mi hanno dato il consenso a farsi fotografare, cosa che è avvenuta in forma scritta. Sono comunque grata a tutte, anche a quelle che mi hanno detto di no, per i consigli e il supporto che mi hanno dato.

È difficile capire immediatamente che si tratti di recluse, anche il set spesso non aiuta. In alcuni scatti potrebbero sembrare lavoratrici o casalinghe. Questo “spaesamento” è un effetto voluto?

Nella sequenza interna del progetto sono partita con alcune ragazze giovani che indossano uniformi diverse, è solo scorrendo le immagini che lo spettatore realizza che si tratta di detenute e di foto scattate in una prigione. È li che comincia a domandarsi se sono persone come noi. Molti pensano che in prigione ci siano soltanto “mostri”, mentre invece ci sono un sacco di reclusi che sono in carcere per crimini non violenti o per legittima difesa. La società però etichetta queste persone senza entrare nei dettagli e si dimentica, nel caso delle donne, che rimangono comunque madri, casalinghe, insegnanti ecc. anche dopo la sentenza, che le priva di tutti quei ruoli che hanno avuto in precedenza e che “spettano” invece alle persone libere.

(Enrico S. Benincasa - Wu Magazine)

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Festival della Fotografia Etica di Lodi

Travelling Festival è un progetto che nasce da due profonde consapevolezze maturate in questi sette anni. Da una parte la certezza che un lavoro così complesso come la creazione del progetto espositivo del Festival della Fotografia Etica, con la ricerca, selezione e creazione di oltre 20 mostre, richiedesse un periodo espositivo ulteriore.
Dall'altra il desiderio di raggiungere un pubblico sempre più vasto, non solo di settore, ma di persone interessate a conoscere meglio il pianeta in cui vivono.
Tutto questo ci ha spinto ad estendere non solo nel tempo, ma anche nello spazio questa manifestazione.
Da qui Travelling Festival, mostre che nascono a Lodi, ma viaggiano "on the road".
Mentre la città si prepara a ospitare l'evento, potrete continuare a vedere ciò che vi siete persi delle passate edizioni in giro per l'Italia.

 

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La mostra SECTION è stata possibile grazie al Festival della Fotografia Etica di Lodi, di cui Quarenghicinquanta è partner espositivo.

 


SECTION

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QUARENGHICINQUANTA Spazio Fotografia
Via G. Quarenghi, 50
Bergamo


INAUGURAZIONE: Venerdì 25 novembre 2016 - alle 18,30
cortile interno


Orari di apertura
Giovedì e venerdì : 16,00 – 19,30
Sabato: 10,00 – 12,30 / 16,00 – 19,30
domenica solo su appuntamento: 335 5382238 / 338 9722799

info@quarenghicinquanta.org

www.quarenghicinquanta.org

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