La città del Cioccolato

24 giugno – 9 luglio 2016
LA CITTA' DEL CIOCCOLATO

Mostra fotografica di Giuseppe Leone

 

Presentazione libro: "Modica: Storia del suo cioccolato" di Grazia Dormiente e Giuseppe Leone (Edizioni Gribaudo / Feltrinelli)

Relatore prof. Vincenzo Russo,
Direttore del Master in Food and Wine Communication Università IULM di Milano e Membro del Comitato Scientifico Expo 2015.

Sarà presente l'autrice Grazia Dormiente.


Inaugurazione: 24 giugno 2016, ore 17:30

Degustazione Cioccolato di Modica e Moscato di Noto offerti dal Consorzio Tutela Cioccolato Modica, Pasticceria Di Lorenzo e Feudo Rudinì-Casa Vinicola Pachinese

Performance musicale del cantautore Vincenzo Marabita


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LA CITTA' DEL CIOCCOLATO

In mostra a Bergamo un'ampia selezione degli scatti realizzati da Giuseppe Leone, il grande narratore visivo della Sicilia e delle sue plurime nomenclature. La sua è l'isola nuda attraversata dalla luce del mito, del sogno e del desiderio che solo i testimoni oculari di magmatica ispirazione sanno percepire, folgorandone immagine e memoria. Le fotografie di Giuseppe Leone sembrano, perciò, fuggire dalle pagine del libro, di cui è coautore, per restituire le fragranze del tempo e dei luoghi. Illuminante si rivela, perciò, l'invito dello scrittore Gesualdo Bufalino: "Nelle fotografie di Leone non cercate la collera né la pietà civile né l'avvampo della metafora; bensì, istigato dall'eccellente mestiere, un colpo d'occhio avvezzo a cogliere le mimiche significanti del grande teatro umano".

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MODICA: STORIA DEL SUO CIOCCOLATO

Modica, insula dulcis del Cioccolato, è definita da Grazia Dormiente che la racconta insieme con il fotografo Giuseppe Leone nel libro “Modica: storia del suo cioccolato”, edito da Gribaudo - Idee Editoriali Feltrinelli 2015.

Nelle pagine gustose per peripezie linguistiche e per ardite inquadrature fotografiche, si compone il “ritratto” della tradizione cioccolatiera della Capitale dell’Antica Contea modicana. Gli autori percorrono storia e storie, catturando il lettore con la ricchezza della ricerca storico-antropologica e con i sussulti che i saperi e i vissuti sanno armonizzare.

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Già nella premessa, narrante i rituali della cioccolata bevanda e del cioccolato alimento, l’autrice riesce sapientemente a collegare il paesaggio territoriale alla tradizione cioccolatiera, radicata nel settecento per opera di cicolateri al servizio dell’aristocrazia della Contea di Modica e custodita pure dalle laboriose e ricercate dolcezze “domestiche e conventuali” prima della nascita dei Caffè storici, premiate fabbriche di cioccolata che furono luoghi d’incontro e vanto della città già nella seconda metà dell’ottocento. Pagine arricchite dalle immagini viaggiate e dalle note di spese custodite nell’Archivio dei F.lli Di Raimondo, bibliofili e collezionisti delle carte di Modica.

Il cioccolato di Modica è d’inarrivabile sapore come ebbe a scrivere ne “La contea di Modica” (Electa 1983) Leonardo Sciascia, amante dei dolci e amico fraterno di Giuseppe Leone, autore nel presente volume del parallelo racconto fotografico, splendidamente immerso nella luce “di specie rara” decantata dal comisano Gesualdo Bufalino. Al fotografo ibleo rimanda la ben nota citazione sciasciana sul cioccolato di Modica. In effetti il volume ”Storia di un’amicizia” (Postcart 2015) con testi e immagini dello stesso Leone è impreziosito dal dattiloscritto originale sciasciano:

"Altro richiamo, per restare alla gola, è quello del cioccolato di Modica a quello di Alicante (e non so se di altri paesi spagnoli): un cioccolato fondente di due tipi - alla vaniglia, alla cannella - da mangiare in tocchi o da sciogliere in tazza: di inarrivabile sapore, sicché a chi lo gusta sembra di essere arrivato all'archetipo, all'assoluto, e che il cioccolato altrove prodotto - sia pure il più celebrato - ne sia l'adulterazione, la corruzione. E qui sarebbe da fare un inventario della pasticceria modicana: le cedrate, le cotognate, i torroni, le cobaite: ma ci vorrebbe un descrittore di sapori della vocazione e sottigliezza di Magalotti nelle lettere sugli odori. Bisogna però particolarmente ricordare quei dolci fatti di pasta sottilissima e fragile a contenere un sapiente impasto di carne e cioccolato principalmente: un dolce nutrientissimo e di lunga conservazione, e si potrebbe dire un dolce da viaggio. Da viaggio in Spagna, quando fu inventato: che non altrove credo si andasse dalla contea di Modica."

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Il fotografo suggerisce, nell’intervista rilasciata a Giuseppe Prode, curatore del sopraccitato volume, un'eccezionale analogia tra fotografia e scrittura musicale: «La lettura del negativo in camera oscura nell’atto di stampa l’ho sempre immaginata come la partitura di uno spartito musicale di alto livello, essendo anche figlio di organista la musica ha sempre ricoperto spazi vitali della mia esistenza. Di fatti in fase di stampa si ottengono, nelle varie tonalità del bianco e del nero, armonia e ritmi, come le note musicali; si rafforza e si valorizza così la tematica del soggetto che, nelle mani del maestro, diventa opera unica e sublime: andamento privilegiato della stampa analogica, irripetibile nei suoi più piccoli dettagli».

Un motivo valido a sostegno della presente pubblicazione potrebbe essere quello di aver colmato un vuoto documentario sulla certezza anagrafica del Cioccolato di Modica e/o meglio quello di indirizzare l’affastellato mondo Web su binari che privilegino la verità scientifica alle fantasiose congetture divulgative.

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L'inaugurazione della mostra sarà accompagnata da una degustazione del Cioccolato di Modica (offerta dal Consorzio Tutela Cioccolato di Modica) in abbinamento al Baroque Moscato di Noto (DOP), cantina Rudinì, Pachino (SR).

Durante la serata ci sarà una performance musicale del cantautore Vincenzo Marabita sui versi della poesia "Vieni con me" dedicata alla città di Modica, patrimonio dell'umanità (UNESCO).


Giuseppe Leone

Di lui scrive Silvano Nigro: «Leone è un narratore della Sicilia, dei suoi monumenti, delle sue feste, dei costumi e della vita tutta, per immagini fotografiche. Come da viaggiatore incantato, forse l'ultimo in giro per l'Isola. Un narratore che si è accompagnato a Sciascia, a Bufalino e a Consolo e ha rivelato alla letteratura, la Sicilia più vera, quella degli uomini come quella della pietra vissuta e del paesaggio». Ha esordito illustrando il volume di Antonino Uccello La civiltà del legno in Sicilia (Cavallotto, 1973). Tra le pubblicazioni più note: La Pietra vissuta con testi di Mario Giorgianni e Rosario Assunto (Sellerio, 1978); La Contea di Modica con testo di Leonardo Sciascia (Electa, 1983); L'Isola nuda con testo di Gesualdo Bufalino (Bornpiani, 1988); Il Barocco in Sicilia con testo di Vincenzo Consolo (Bompiani, 1991); Sicilia Teatro del mondo con testo di Vincenzo Consolo e Cesare De Seta (Nuova Eri, 1990); L'isola dei Siciliani con testo di Diego Mormorio (Peliti associati, 1995); Immaginario barocco con testi di Salvatore Silvano Nigro e André Chastel (KaI6s, 2006); Leonardo Sciascia, dalla Sicilia alla Spagna con testo di Salvatore S. Nigro (Federico Motta Editore Milano 2009); Siciliani in Piazza, con testo di Gaetano Pennino (Carlo Cambi Editore Siena 2010); Sicilia, l'isola del pensiero (Edizione Postcart 2015).

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Grazia Dormiente

Etnoantropologa e cofondatrice dell'Associazione culturale "S. A. Guastella", ha contribuito a dotare Modica del Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari, aperto alla pubblica fruizione nel 1978. Da direttore culturale del CTCM progetta la realizzazione del Museo del Cioccolato di Modica. Attualmente ricopre la carica di presidente del Comitato scientifico dell’Itinerario culturale europeo "The Chocolate Way". È autrice di saggi storici e di sillogi poetiche: Il Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari "S. A. Guastella" (Laboratorio antropologico universitario di Palermo, 1986); Modica: settembre 1902 i giorni dell'alluvione (a cura di) (Ed. Comune di Modica, 2002); Alfabeto delle api. Scherzo letterario (Prova d'Autore, 2010); Giorgio La Pira. Ambientalista dei Sì (Libreria Editrice Vaticana, 2011); Sulla via del cioccolato... Cartaceo, aromatico, granuloso, scolpito (CTCM, 2011); Oggetti senza gloria (Nemapress Edizioni, 2013).

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QUARENGHICINQUANTA Spazio Fotografia
Via G. Quarenghi, 50
Bergamo

Orari d’apertura
giovedì e venerdì, ore 15:00-19:00
sabato, ore 10:00-13:00 / 15:00-19:00

Ingresso libero

www.quarenghicinquanta.org

 

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