BE THE BEE BODY BE BOOM (BIDIBIBODIBIBU)

dal 16 ottobre al 5 novembre 2016
BE THE BEE BODY BE BOOM (BIDIBIBODIBIBU)

Mostra fotografica di Sara Munari


INAUGURAZIONE: 15 Ottobre 2016 alle ore 18,30

In galleria Quarenghicinquanta
via Quarenghi 50 – Bergamo – cortile interno

concerto Jazz: VOCALESE
Peppe D'Avino (tastiere) - Elena Biagioni (voce)


VIDEO

Mini intervista
https://www.youtube.com/watch?v=w6xCxva55lA

Bidibibodibibù
https://www.youtube.com/watch?v=JPsDTBEn_54


BE THE BEE BODY BE BOOM (BIDIBIBODIBIBU)

sara munari

 

Dove
Quarenghicinquanta – spazio fotografia
Via Quarenghi, 50 – 24122 Bergamo (interno cortile)

Nome della mostra:
BE THE BEE BODY BE BOOM (BIDIBIBODIBIBU)

Autrice
SARA MUNARI

Inaugurazione
15 Ottobre 2016 alle ore 18,30

Durata dell’esposizione
Dal 16 ottobre al 5 novembre 2016

Orari di apertura
Giovedì e venerdì : 16,00 19,30
Sabato e domenica: 10,00 – 12,30 / 16,00 – 19,30

Workshop di Sara Munari
COME COSTRUIRE UN PORTFOLIO FOTOGRAFICO”
Domenica 16 ottobre 2016 dalle 10,00 alle 18,00
Iscrizioni aperte sino al 12 ottobre 2016. Vedi sotto le istruzioni.

Libri
In galleria saranno messi in vendita i libri di Sara Munari, tra cui “Be the bee body be boom”.

 

Note dell’autrice

Per Be the bee body be boom (bidibibodibibu) mi sono ispirata sia alle favole del folklore dell'Est Europa, sia alle leggende urbane che soffiano su questi territori. Un incontro tra sacro e profano, suoni sordi che 'dialogano' tra di loro permettendomi di interpretare la voce degli spiriti dei luoghi. Ogni immagine è una piccola storia indipendente che tenta di esprimere rituali, bugie, malinconia e segreti. L'Est Europa offre uno scenario ai miei occhi impermeabile, un pianeta in cui è difficile camminare leggeri, il fascino spettrale da cui è avvolta, dove convivono tristezza, bellezza e stravaganza: un grottesco simulacro della condizione umana. A est, in molti dei paesi che ho visitato, non ho trovato atmosfere particolarmente familiari, in tutti questi luoghi ho percepito una forte collisione tra passato, spesso preponderante, e presente. Sono anni che viaggio a est, forse il mio sguardo è visionario e legato al mondo dei giovani, a quella che presuppongo possa essere la loro immaginazione.

sara munari

 

Biografia

Sara Munari nasce a Milano nel 72. Vive e lavora a Lecco. Studia fotografia all'Isfav di Padova dove si diploma come fotografa professionista. Apre, nel 2001, LA STAZIONE FOTOGRAFICA, Studio e galleria per esposizioni fotografiche e corsi, nel quale svolge la sua attività di fotografa. Docente di Storia della fotografia e di Comunicazione Visiva presso ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA di Milano. Dal 2005 al 2008 è direttore artistico di LECCOIMMAGIFESTIVAL per il quale organizza mostre di grandi autori della fotografia Italiana e giovani autori di tutta Europa. Organizza workshop con autori di rilievo nel panorama nazionale. Espone in Italia ed Europa presso gallerie, Festival e musei d'arte contemporanea. Fa da giurata e lettrice portfolio in Premi e Festival Nazionali. Ottiene premi e riconoscimenti a livello internazionale. Non ha più voglia di partecipare a Premi, per ora. Si diverte con la fotografia, la ama e la rispetta.

Il progetto è stato selezionato da uno dei più grandi festival in Oriente, AngkorWat photo festival, e sarà esposto dal 3 al 10 Dicembre 2016.

sara munari

Info sullo Workshop di Sara Munari in Quarenghicinquanta

COME COSTRUIRE UN PORTFOLIO FOTOGRAFICO

Domenica 16 ottobre 2016 dalle 10,00 alle 18,00

Dopo aver organizzato molti workshop in Italia e in Europa, Sara Munari è reduce da uno seminario fotografico tenuto a New York nei mesi di aprile e maggio 2016.

In Quarenghicinquanta il seminario di Sara vuole "smontare" i dubbi relativi alla realizzazione di un portfolio fotografico. L’intento è quello di dare le linee guida per realizzare un buon portfolio, sviluppare la visione fotografica dei partecipanti attraverso un approfondimento storico e teorico della fotografia e un confronto critico sulle immagini realizzate. Il corso è propedeutico al fine di capire come progettare, realizzare e presentare un portfolio personale. A chi e come presentare il proprio lavoro. Sistemazione di portfolio già creati e guida per la realizzazione di lavori futuri.

 

TEMI AFFRONTATI

1. La visione fotografica.

2. Teoria della fotografia.

3. Caratteristiche e tendenze della fotografia contemporanea

4. Critica e sviluppo stilistico dei linguaggi

Numero massimo partecipanti: 12

 

Iscrizioni

Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 12 ottobre 2016. Raggiunto il numero massimo, non saranno accettate ulteriori richieste.

Per iscriversi occorre possedere o sottoscrivere la tessera di Quarenghicinquanta (associazione senza fini di lucro), il cui costo è pari ad euro 70 e vale per un anno. La tessera di iscrizione all’associazione può essere acquistata il giorno stesso all’apertura del seminario.

E’ riservato un massimo di 4 iscrizioni agli under 25 e agli studenti di Scuole e Accademie, cui la quota è ridotta ad euro 25,00. Le iscrizioni vanno richieste scrivendo a info@quarenghicinquanta.org e per le formalità e i contenuti del tesseramento occorre entrare nel sito www.quarenghicinquanta.org - sezione ISCRIZIONI.

sara munari

 

A proposito di “Be the bee body be boom”

Cronaca di un incontro con Sara Munari

Capelli a spazzola e sguardo pieno di vita, seduta a un tavolo al centro della sala e dell’attenzione c’è Sara Munari. Fotografa (ma non solo: anche docente, giurata e lettrice portfolio) che vive e lavora nel lecchese, e proprio a Lecco, in una Libreria Volante di via Bovara gremita, tra vicoli e odore di libri, lo scorso 12 maggio l’abbiamo incontrata. L’occasione di un’atmosfera così carica di sguardi è la presentazione del suo nuovo capolavoro fotografico Be the bee body be boom (bidibibodibibu): pubblicato dalla casa editrice emuse in versione cartacea e digitale, è un vero e proprio racconto composto da 107 fotografie in bianco e nero per un viaggio lungo otto anni, che ha come protagoniste le strade di dodici Paesi dell’est Europa, dalla Russia fino alla Bulgaria.

L’est europeo raccontato dagli occhi di Sara diventa un visione in cui il bianco e nero fa da tramite, come una lente di ingrandimento, su un mondo distante ma soprattutto su un modo di vederlo del tutto personale. Non è una descrizione analitica dell’est contemporaneo, è un’interpretazione, un’impronta libera di essere plasmata di fronte agli occhi dello spettatore.

Si tratta di «un progetto nato molto tempo fa, quando era solo un viaggio, e poi sono diventati una serie di viaggi – spiega Sara Munari – viaggi che poi si sono uniti da un filo rosso: le favole e le leggende urbane che in questi luoghi si esprimono con grazia, malinconia e stravaganza. Un po’ per far vedere ciò che i miei occhi vedono quando cammino per strada e un modo per ridare le favole ai bambini», prosegue. Il suo tono di voce entusiasta con cui risponde alle domande e interviene ci porta ancora di più in un mondo fantastico.

Sfogliare il libro di Sara Munari è come entrare in una realtà narrata con uno stile completamente personale, dove tristezza e bellezza ballano la stessa danza, si alternano tra chiari e scuri contrastati, e dove nessun elemento si va a sostituire all’altro.

Fin dalle prime pagine si nota l’evoluzione del progetto, che lascia spazio a tutta la sua personalità e il risultato che si stacca dalla street photography, intesa in modo essenziale e classico, ovvero quel genere fotografico che è solito raccontare la storia delle cose, rimanendo il più fedele possibile alla strada stessa dove nasce; questo lavoro invece, senza usare manipolazioni troppo marcate, si stacca quasi completamente da questo genere e sembra essere più una storia personale vissuta tra le vie e sulla strada. Più un sentire la strada, sfruttare la sua essenza per far trasparire un sentire.

«La mia volontà per questo progetto non era piacere a qualcuno, qui parlo io e basta. È come un romanzo in cui l’interpretazione è lasciata libera».

È proprio nella progettualità che Be the bee body be boom si distacca dalla street photography: di sicuro con quest’ultima condivide la strada, inteso proprio come spazio fisico per esprimersi, luogo dei fatti vissuti e del tempo fermo ad aspettare, ma la sua è una storia che si evolve in una vera e propria favola contemporanea da leggere d’un fiato.

É un lavoro studiato nel tempo, che nel tempo si è evoluto con una certa coerenza e anche cambiando nella forma, ha mantenuto sempre un risultato regolare e costante.

«Un discorso, un progetto, per avere senso e per avere abbastanza forza, si deve affermare per lungo tempo».

Si traduce così come il lavoro per lei più intenso, a livello personale e professionale: un impegno a una visione costante, una voglia consistente di spiegare com’è la sua visione mentre passeggia per strada. Intensità che riesce a essere trasmessa a livello cutaneo e sottocutaneo.

«Non è la mia visione a essere assurda, è il mondo che è assurdo, le persone che ci sono per strada e i loro gesti. Ci sono attimi in cui le persone si autodeterminano assurde, gli stessi attimi in cui non succede nulla, ma succede tutto».

I punti forti di tutto il lavoro di Sara Munari sono proprio l’ossessività e la distanza: la ricerca insistente di situazioni e fotografie adatte, durata 8 anni, la loro scelta e la loro post-produzione, un lavoro maturato e legato inevitabilmente all’ispirazione iniziale di distacco.

«Mi aspettavo un luogo dominato dal nero e dal cemento, vie strette e scure, invece ho trovato città fantastiche con tanto spazio e tanto tantissimo bianco. Per questo ho rivisto il progetto più volte e per questo il risultato è questo che vedete, interpretabile dai vostri occhi in maniera sempre rinnovata».

Torna ancora la distanza, come elemento principe del suo lavoro e del suo vedere. La distanza fisica e quella del distacco emotivo è lo stesso spazio che separa e coinvolge lo spettatore di fronte a queste fotografie.

I progetti futuri riguardano l’Ovest e l’uso del colore, ma c’è ancora un progetto volutamente poco definito.

«Per il progetto che ho in mente a Ovest, vedo una fotografia che andrò a ricercare in America, se non troverò l’immagine che ho in mente allora ricercherò il sentimento che questa idea mi provoca».

Il progetto a Ovest si compirà solo viaggiando; fino a quel momento, come nel caso del progetto sull’est Europa, certezze vere e proprie non possono essere stabilite, c’è solo una convinzione, forte e chiara: «Prima di tutto deve continuare a essere un divertimento, quando smetterò di divertirmi smetterò anche di fotografare», afferma Sara Munari in conclusione.

Armata della sua Olympus EPL5, con Be the bee body be boom Sara Munari ha intrapreso un viaggio nell’Est Europa che, dopo la giusta maturazione, si è tramutato in romanzo e favola, anzi come uno di quei romanzi che non ti fanno dormire per leggerne il finale.

(Fausta Riva)

 

VIDEO
Mini intervista
https://www.youtube.com/watch?v=w6xCxva55lA
Bidibibodibibù
https://www.youtube.com/watch?v=JPsDTBEn_54

 


Sara Munari

Sara Munari nasce a Milano nel 72. Vive e lavora a Lecco. Studia fotografia all'Isfav di Padova dove si diploma come fotografa professionista. Apre, nel 2001, LA STAZIONE FOTOGRAFICA, Studio e galleria per esposizioni fotografiche e corsi, nel quale svolge la sua attività di fotografa. Docente di Storia della fotografia e di Comunicazione Visiva presso ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA di Milano. Dal 2005 al 2008 è direttore artistico di LECCOIMMAGIFESTIVAL per il quale organizza mostre di grandi autori della fotografia Italiana e giovani autori di tutta Europa. Organizza workshop con autori di rilievo nel panorama nazionale. Espone in Italia ed Europa presso gallerie, Festival e musei d'arte contemporanea. Fa da giurata e lettrice portfolio in Premi e Festival Nazionali. Ottiene premi e riconoscimenti a livello internazionale. Non ha più voglia di partecipare a Premi, per ora.

Si diverte con la fotografia, la ama e la rispetta.

foto_munari_003


QUARENGHICINQUANTA Spazio Fotografia
Via G. Quarenghi, 50
Bergamo


INAUGURAZIONE: Domenica 16 ottobre 2016 - dalle 10,00 alle 18,00
cortile interno


Orari di apertura
Giovedì e venerdì : 16,00 19,30
Sabato e domenica: 10,00 – 12,30 / 16,00 – 19,30

info@quarenghicinquanta.org

www.quarenghicinquanta.org

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