Al Festival di fotografia etica: “il cibo che uccide, le guerre e le tragedie di oggi” con Quarenghicinquanta.

Abbiamo deciso di visitare il festival di Lodi e siamo lieti di farlo estendendo l’invito agli iscritti e agli amici vecchi e nuovi di Quarenghicinquanta.

Giunta alla sesta edizione, la rassegna ideata nel 2010 si pone come osservatorio critico (e contraltare a Expo 2015) sull'alimentazione. Il programma è ricchissimo spalmato in due filoni principali «Il cibo che uccide» e «Sguardi sul mondo». Cinque gli spazi tematici e 19 le mostre organizzate. Nell’ex chiesa di San Cristoforo in via Fanfulla è allestito «Il cibo che uccide» con i quattro progetti di Ed Kashi (i morti tra i coltivatori di canna da zucchero), Lisa Krantz sull’obesità di un texano arrivato a pesare 5 quintali, Pablo Ernesto Piovano sugli effetti deleteri dei diserbanti chimici tra le popolazioni contadine in Argentina e Nadia Shira Cohen con Pablo Siqueira sulla lotta per la terra in Brasile.

A Palazzo Modignani in via XX Settembre si tengono le mostre dello spazio tematico «Uno sguardo sul mondo»: protagonisti Francesco Anselmi («Tra terra e nuvole: cronache dalla Grecia»), Valery Melnikov con i suoi scatti sulla guerra in Ucraina, Robin Hammond («Where love is illegal»), Bulent Kilic che ha ritratto i disordini di piazza Taksim nel 2014 a Istanbul e “Flashpoints” di Philip Montgomery.

Nell’ex chiesa dell’Angelo e nella sede del gruppo fotografico Progetto Immagine (organizzatore del festival) sono allestite le mostre dello «Spazio approfondimento» con le esposizioni di Massimo Sestini attraverso trent’anni di storia moderna (dai barconi dei migranti al bikini di Lady D e alle immagini rubate a Licio Gelli in Svizzera). «The family» è invece il titolo del progetto di Jocelyn Bain Hogg sulla saga di una famiglia mafiosa. L’approfondimento «spazio Ong» si divide tra biblioteca, Liceo Verri, Collegio San Francesco, piazza Ospitale e Archivio Storico e ospita varie mostre tra cui il progetto sui bimbi cardiopatici della onlus Cuore Fratello e quello dell’ideatore del festival Alberto Prina sull’Uganda di oggi. A palazzo Barni verranno esposti infine i tre progetti vincitori del World Report Award che quest’anno ha premiato il lavoro del fotoreporter napoletano Giulio Piscitelli con il suo «From here to there» dedicato ai flussi migratori dall’Africa all’Europa.

Per il programma dettagliato questo è il link:

http://festivaldellafotografiaetica.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/FFE2015_brochure.pdf

Noi parteciperemo alla “Serata del Festival” di venerdì 16 ottobre, che si terrà dalle ore 21:00 alle 23:00, riservata alle associazioni fotografiche. Sarà possibile visitare insieme le principali mostre del Festival, con visite dedicate e il supporto degli organizzatori, che ci illustreranno le esposizioni e saranno a disposizione per un confronto sui lavori in parete.  Le mostre durante questi orari saranno chiuse al pubblico e pertanto sarà possibile una visione ottimale e approfondita delle immagini visitate.

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Aspetti organizzativi

Partiremo da Bergamo (piazzate della Malpensata nei pressi dell’edicola) venerdì 16 ottobre alle ore 19:00.

Abbiamo a disposizione un pulmino e in caso di partecipanti in esubero utilizzeremo il car pooling, giusto per essere etici. Mangeremo un boccone veloce a Lodi (ognuno paga per sè) e poi ci presentiamo alla Serata del Festival.

Il costo dell’iniziativa è di 7 Euro a partecipante. Ci verrà consegnato il braccialetto del festival che ci permetterà di accedere a tutte le mostre nei week end successivi, senza ulteriori costi.

Per chi volesse ancora essere dei nostri, torneremo a Lodi domenica 18, accompagnati in una visita più approfondita da Virgilio Fidanza. Partenza ore 10:00 dal piazzale della Malpensata, visita alle mostre e pranzo slow food a Lodi.

Chi intende partecipare è pregato di confermare entro il prossimo giovedì, dovendo dare conferma del numero agli organizzatori, inviando una mail a info@quarenghicinquanta.org oppure chiamando i seguenti numeri: 338.9722799 / 335.5382238.

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